La Buona Scuola, guerra cessata?

Dopo tutte le polemiche dello scorso ottobre scaturite dall’entrata in vigore del decreto Buona Scuola redatto dal presidente del consiglio Matteo Renzi e dal ministro Stefania Giannini, pare che gli animi si siano un po’ placati. A farlo pensare sono i numeri che le manifestazioni di Torino, Roma e Milano, hanno fatto registrare lo scorso 13 e 17 Novembre. Gli studenti e gli insegnanti scesi in piazza per protestare contro il decreto erano notevolmente inferiori a quelli del mese scorso ma perchè questo calo drastico, ora la Buona Scuola soddisfa tutti?

In realtà quello che ha un po’ placato gli animi sono state le assunzioni. Sono stati infatti regolarizzati i 29 mila precari che erano in attesa di conoscere il loro destino e sono state inoltre assegnate anche 8200 cattedre delle 16mila disponibili. Insomma si tratta di un piccolo passo avanti che ha creato un clima d’attesa fra le varie parti interessate. In più molti istituti sono tornati alle loro regolari attività ed hanno ridotto le tempistiche utili per le assemblee.

Ma le polemiche sul decreto Buona Scuola non si placano. A far “storcere il naso” agli istituti è principalmente il programma di rinforzo dell’organico previsto dal decreto. Si tratta di un bacino di insegnanti assunti a tempo indeterminato che hanno la funzione di integrare ed assistere gli insegnanti di ruolo in determinate materie a seconda delle necessità dell’istituto. Tutto bello e funzionale penserete ma invece no…purtroppo quelle che sono le richieste degli istituti non possono essere esaudite, poichè gli insegnanti disponibili nelle graduatorie non hanno la specializzazione richiesta per le materia in esame. Ad esempio servirebbero molti insegnanti di algebra, di programmazione o di gestione del bilancio, mentre in graduatoria abbiamo solo professori di musica, letteratura e materie umanistiche in generale.

Insomma ad oggi molti aspetti della Buona Scuola non sono ancora stati applicati alle realtà concrete degli istituti ed il dubbio sull’efficacia del decreto rimane. Vedremo quello che accadrà nei giorni a venire.

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