Piccole riforme scolastiche, prove Invalsi anche in quinta superiore

La scuola è cominciata solo da qualche giorno eppure il Ministero dell’ Istruzione è già al lavoro su micro riforme che entreranno in vigore probabilmente già durante questo anno scolastico. Quella che più interessa noi studenti di liceo però è l’introduzione anche nel quinto anno delle prove Invalsi, che molti conosceranno già dalle elementari e dalle medie.

 

Cosa sono le prove Invalsi?

Prima di approfondire il discorso sui piccoli cambiamenti introdotti dalla riforma è giusto ripassare la definizione e la funzione delle cosiddette prove Invalsi che già molti di noi hanno sostenuto. Innanzi tutto va sottolineato che questo tipo di prove in generale non costituisce una valutazione personale dello studente, al contrario di quanto molti credono, soprattutto anche per colpa di alcuni insegnanti che assegnano valutazioni improprie.

Le prove di per sé dovrebbero essere anonime e servono a raccogliere un dato statistico utile sia per il Ministero, che può così comprendere l’efficacia delle riforme, il grado di preparazione medio degli studenti eccetera, e agli istituti stessi per comprendere dove è necessario intervenire per bilanciare i risultati dell’insegnamento.

Solitamente suddette prove si sostengono durante l’anno scolastico in seconda e quinta elementare, terza media e seconda superiore. Con la nuova micro riforma però sembra che esse saranno introdotte anche nel quinto anno di studi ed avranno una rilevanza consistente nell’ammissione agli esami di Stato finali. Lo studente avrà infatti l’obbligo sia di sostenere suddette prove, ma anche di raggiungere la sufficienza in esse, altrimenti non potrà accedere agli esami.

Secondo voi è giusto? La trovate una manovra corretta o superficiale? A voi i commenti!

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